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4° ROTARYCAMP ANCARANO-DEBELI RTIC
Scritto da Paolo Crociato   
lunedì 23 aprile 2012

Novità: I Rotary Club di Koper, Muggia, Trieste e Trieste Nord presentano:

ROTARYCAMP ANCARANO-DEBELI RTIC

 

 
Disegnare immagini, immaginare disegni.
Scritto da Redazione   
sabato 14 aprile 2012

 

L'inizio
Un giorno, alle elementari,  la lezione era finita dieci minuti prima del suono del campanello e il maestro, che forse non sapeva come riempire quello spazio, chiese: “Chi sa raccontare una favola?” Alzai la mano e cominciai a raccontare. La cosa ebbe un certo successo tra i miei compagni, tanto che da quella volta  il maestro ogni tanto diceva: “Se farete i bravi oggi finiremo un po' prima e vi farò raccontare una storia da  Marani.”  Iniziai raccontando tutte le fiabe che mi aveva narrato mia nonna ma ad un certo punto queste si esaurirono, ed allora presi ad inventarne delle nuove.  Più tardi scoprii la bellezza di raccontare attraverso le immagini. Fu quando, sempre alle elementari, l'insegnante disse che i disegni più belli sarebbero stati appesi alle pareti della classe. Alla fine dell’anno il 50% dei disegni colorati appesi ai muri erano miei. Cominciava a nascere in me la passione per la pittura. Alle  medie le prime caricature dei professori, poi di alcuni politici,  qualche periodico cominciò a pubblicarmele così, in seguito, accanto a tele e colori mi trovai a disegnare per i giornali.                      continua

 

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La Società di Minerva
Scritto da Redazione   
sabato 17 marzo 2012

 
Fin dal 1807 alcuni triestini si riunivano  nel Gabinetto di lettura presso la Libreria Geistinger noto col nome di Minerva.
 Grazie a Domenico Rossetti quel gruppo di lettori  volle rendersi indipendente per formare una Società viva che sarà determinante nello sviluppo culturale e sociale della città.
Le leggi austriache non tolleravano le associazioni private ma il tempo fu maturo nel corso della terza occupazione francese di Trieste ( 19 novembre 1809 – 17 maggio 1913). Col favore della nuova legislazione il primo di gennaio del 1810 prese così vita  la Società del Gabinetto di Minerva, la più antica   associazione culturale della nostra Regione, una delle più antiche d’Italia.

Domenico Rossetti era nato a Trieste il 19 marzo 1774, da una ricca famiglia di commercianti proveniente da Peschiera. (Il padre Antonio, nato a Fiume, discendeva per via materna dai de Scanderberg albanesi, nominato da Maria Teresa conte volle riportare col titolo nobiliare l’attributo «de Scander»),
Studente al Collegio Cicognini di Prato, di filosofia a Graz, di giurisprudenza a Vienna, Rossetti fu in gioventù un appassionato cultore di poesia e di lettere. Avvocato, specialista in diritto pubblico e privato, dedicò la sua vita a difendere,  gli interessi materiali e spirituali della città e del suo Comune.                          Continua

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Apprendimento e linguaggio: uguali per tutti?
Scritto da Redazione   
martedì 06 marzo 2012

 

Il linguaggio è una forma della ragione umana, con una sua logica interna della quale gli uomini non conoscono nulla.
Claude Lévi-Strauss

Con questa citazione il Dr. Marco Carrozzi Direttore della Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile e Neurologia Pediatrica del Burlo Garofolo di Trieste, ha iniziato la sua relazione. Il bambino nasce con un patrimonio genetico e con una predisposizione innata per il linguaggio, anche se imparare a capire e a parlare una lingua è un’impresa molto complessa.
Il linguaggio si connota per la sua capacità di utilizzare i suoni (i fonemi che sono quei suoni distinti dagli altri suoni di una lingua che rendono possibile l’identificazioni di sillabe e parole) e di attribuire un significato alle parole (semantica). Nell’ambito della semantica, consideriamo ancora : il lessico cioè il vocabolario che ciascuno di noi si è formato e che continua a formarsi nel tempo, la morfologia (es. la corretta forma del tempo dei verbi) ed infine la sintassi (le regole che governano la formazione delle frasi); la grammatica governa poi le corrette articolazioni fra morfologia e sintassi. La pragmatica, l’uso cioè della lingua nella dimensione sociale ed interpersonale, con le sue coordinate articolate in funzioni comunicative, conversazione e discorso, è un’altra fondamentale categoria, sovraordinata alle altre in termini di complessità e di funzionalità.     Continua

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Ma chi te son. Il dialetto in Palcoscenico
Scritto da Marco Stener   
martedì 06 marzo 2012
 
Particolare questa conviviale del 25 gennaio. L’atmosfera appare da subito presagire qualcosa di insolito: molte presenze (che bello se fosse sempre così), consorti, ospiti, gran vociare, gran movimento …c’è fermento in sala…la presidenza non sta al solito tavolo! Qui gatta ci cova!
Il rintocco della campana, che ci riporta tutti all’ordine con il Saluto alle Bandiere, svela ben presto il mistero: assisteremo ad una commedia! …si, ad una commedia dialettale, se pur ridotta! Ma…Chi? Come? Cossa? Calma, calma! Una cosa alla volta! Si esibirà il gruppo “Proposte Teatrali”, fondato nel 1997 in seno al C.R.A.L. Poste Italiane di Trieste di cui a tutt’oggi continua a far parte pur con un’attività indipendentemente gestita. È una delle compagnie che hanno sposato il “filone moderno”,  “progressista”, dell’ Armonia (la principale associazione di teatro dialettale di Trieste), specializzandosi in adattamenti dialettali di testi brillanti, anche di autori anglosassoni come Neil Simon. Certo è una compagnia di quelle toste, il loro curriculum è ricco di premi e riconoscimenti anche a livello nazionale: nel ’99 “miglior regia” alla rassegna del teatro Modena di Genova; nel 2000 “miglior attore protagonista” della stagione teatrale dell’Armonia; nel 2005 “miglior spettacolo” e “migliori attori protagonisti” alla rassegna del teatro dialettale di Castrocaro Terme; nel 2006 “miglio allestimento scenico” e “miglior attore protagonista” alla rassegna di teatro amatoriale organizzato dalla Fondazione CRT;  nel 2007 di nuovo a Castrocaro “miglior testo originale” e “miglior attore protagonista”; nel 2008/09 “miglior scenografia” e “menzione speciale” per l’interpretazione femminile nella stagione teatrale dell’Armonia; in quella del 2009/10 ancora “miglior attrice protagonista” ….basta, basta!                    continua
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La bellezza non ha età
Scritto da Redazione   
mercoledì 29 febbraio 2012

 

Si può essere più belli di quanto madre natura ci ha fatto? La rispsota va cercata nella relazione che il Dr. Costantino Davide ha tenuto dopo la conviviale del 15 febbraio scorso. Come tutti i prodotti della conoscenza umana, anche la chirurgia plastica non è sorta da un momento all’altro, infatti, la sua origine è millenaria
Già nel 4000 a. C. gli egiziani correggevano chirurgicamente deformità dovute a mutilazioni e traumi facciali.
In India nel VI sec. a.C., il chirurgo indiano  Sushruta descrive la sua tecnica di ricostruzione del naso, quella che tuttora viene definita “metodo indiano”
I Greci sono i precursori in Europa , grazie ad Alessandro Magno che importa nel IV sec. dall’India le tecniche ricostruttive e ad Ippocrate che ne fa riferimento nel suo “corpus hyppocraticum”.
In Occidente Celso, (25 a.C.-50d.C.), scrive il “De medicina” ritrovato appena nel1433 dal papa Nicola V e Galeno, (129-199 d.C.), che con le sue teorie domina per 15 secoli la medicina europea, fino a Vesalio (1514-1564).
Contemporaneamente, dal IV sec., i medici della dinastia Chin in Cina, correggono il labbro leporino
Attorno l’anno 1000 gli arabi descrivono blefaroplastiche estetiche
Fino all’inizio del Rinascimento, la chirurgia plastica soffre una remissione causata, probabilmente, da preconcetti religiosi, le malformazioni fisiche erano una manifestazione della volontà divina. Un altro motivo di rifiuto dell’attività chirurgica a fini ricostruttivi era dovuto al fatto che molti interventi di ricostruzione nasale andavano a coprire un comportamento sessuale immorale: uno dei segni della sifilide infatti, era proprio la deturpazione del naso.
Fu quindi in questo periodo che la pratica chirurgica passò nelle mani di barbieri e mestieranti che operavano clandestinamente, affidandosi all’esperienza più che ad una conoscenza scientifica.          Continua

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Il mare di Massimiliano
Scritto da Redazione   
giovedì 23 febbraio 2012

A Trieste il Castello di Miramare è un simbolo della città. A parlare è la Dr.a Rossella Fabiani, direttrice del museo del Castello di Miramare, scrittrice e studiosa della storia degli Asburgo.
 Oltre ad essere una importante attrattiva turistica è un compendio della cultura di metà Ottocento in Europa. L’architettura, gli arredi, il giardino sono una testimonianza ancora viva della personalità di Massimiliano d’Asburgo e della formazione intellettuale dell’arciduca.
Uno dei percorsi di ricerca, nell’ambito della storia del luogo, è stato orientato verso la figura di Massimiliano “ marinaio “, anche perché strettamente legato alla nascita di Miramare e alla decorazione interna del castello.
Il 5 ottobre 1854 Wilhelm von Tegetthoff scrive alcune lettere al proprio padre in occasione della nomina di Massimiliano a comandante della Marina austriaca e vi manifesta il suo apprezzamento per l’arciduca che ha già dimostrato alto senso del dovere a bordo della corvetta Minerva, amore e competenza nel nuovo impegno.
Tutta la vita di Massimiliano sarà scandita dalla passione per il mare, per vivere a contatto con esso, in sintonia con la natura. E, come per il vero marinaio, anche per l’arciduca i mari sono la sua stessa patria, la nave è una parte di essa, i viaggi rappresentano una continua esplorazione alla ricerca del conoscere, ma il navigare è inteso da Massimiliano anche come sinonimo di esperienza teorica e di apprendimento pratico; tanto da voler imparare i primi rudimenti proprio da semplice ufficiale.         continua

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